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L’esperienza chiamata NIDO

Ho passato il primo anno della vita di mio figlio a dire che avrei preferito evitare di mandarlo al NIDO. Forse perché avevo paura che non si trovasse bene, che prendesse raffreddore e febbre una settimana si e una no, forse perché… non ero pronta a farlo crescere da qualcuno che non fossi io.

Ebbene sì.

La verità è che non ero pronta a lasciarlo. Avevo paura di perdermi attimi importantissimi e irrinunciabili per una neo mamma.

Mi ritenevo fortunata a lavorare in casa, perché sapevo di poter gestire lui e il lavoro al meglio, da sola, o al massimo con l’aiuto dei familiari o di una baby sitter.

Alla fine però è arrivato il lavoro fuori casa, che mi ha costretta a trovare una soluzione su due piedi.

Per una coincidenza astrale (o semplicemente per fortuna) è capitato proprio poco dopo che G. ha deciso di muovere i suoi primi passi (con calma a 15 mesi).

Ero pronta. Ero pronta a iniziare una nuova avventura e a far iniziare una nuova avventura al mio scricciolo.

Da ottobre 2018 G. va al nido 3 volte a settimana, anche 4 all’occorrenza. Da mattina a tardo pomeriggio, anche se il mio part-time mi consentirebbe di guardarmelo tutte le mattine.

Quella che era una necessità è diventata un’opportunità per entrambi.

Per me perché ho iniziato ad avere più tempo da dedicarmi, per il lavoro che svolgo da casa e per le faccende domestiche che con un bimbo piccolo sono pressoché impossibili da fare.

E per lui perché mi rendo conto che grazie al Nido impara a stare con gli altri, si diverte un mondo, mangia (senza fare troppi capricci), consuma le energie e fa esperienza.

Io ho avuto la fortuna di trovare un nido in famiglia, che è quasi al pari di un servizio di baby sitteraggio, dato che i bimbi sono davvero pochi e sono in un appartamento. Questo ha reso le cose più belle per lui e per me.

Sapete che c’è? Che in giorni come questi, dove la neve ci ha un po’ spaventati e abbiamo deciso di stare a casa, siamo entrambi un po’ “sofferenti”! Ahahaha!!! A parte gli scherzi, il discorso è che noi ora passiamo insieme molto meno tempo di prima, ma sicuramente è un tempo di qualità!

E voi? Come vi siete trovati?

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