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#SAPEVATELO: pappa time!

Per la rubrica #SAPEVATELO oggi vi racconto la mia esperienza con le “pappe pronte”, gli omogeneizzati in generale e tutte quelle piccole scoperte fatte in questi primi mesi di svezzamento.

Partiamo dal presupposto che solitamente dò a mio figlio il passato di verdura fatto da me, condito poi con omogeneizzati di carne o pesce oppure tuorlo d’uovo o formaggi freschi. Le pappe pronte non le ama (anzi le detesta proprio) però ho dovuto iniziare a proporgliele in previsione del viaggio i crociera (in questo articolo i dettagli sulla pappa in viaggio).

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Oggi però vorrei soffermarmi su alcuni dettagli riguardanti la pappa, che potrebbero essere superflui per qualcuno ma illuminati per altri.

  1. attenzione agli ingredienti: negli omogeneizzati di pesce (di qualunque marca) c’è sempre della verdura all’interno, segnalata sì, ma spesso in piccolo. Inoltre si tratta di verdura che magari, a inizio svezzamento, ancora i vostri figli non hanno provato (come cipolla, sedano rapa ecc.). Se quindi siete attente come me a inserire un alimento alla volta, leggete bene come sono stati fatti.
  2. attenzione agli ingredienti (parte 2): l’altro giorno ho acquistato una di quelle pappe complete (carne, verdura e pastina/farina). Prima di dargliela ho letto attentamente tutti gli ingredienti e, scendendo verso il basso, ho visto che era presente l’albume d’uovo. Ok, la percentuale era bassa, ma non è importate. Ciò che importa è che una pappa somministratile, a detta loro, dai 6 mesi, contiene un ingrediente che molti pediatri (tra cui la mia) sconsigliano di dare fino all’anno. Ergo: l’ho lasciata lì in dispensa, tanto non scade domani.
  3. merende: tutte le merende (yogurt, budini a base di latte e frutta e i biscotti) hanno lo zucchero, ingrediente che speravo sinceramente di non trovare in alimenti previsti dai 4 mesi. In compenso ci sono versioni di biscotti senza glutine.
  4. uovo: come appena detto, tecnicamente l’uovo va inserito nella dieta dei bambini dal 9/10 mese, ma solo il tuorlo, mentre per l’albume si aspettano i 12 mesi (questo è ciò che mi ha consigliato la mia pediatra, ma ci sono correnti di pensiero diverse). In ogni caso, io ho scelto di proporglielo sodo. I motivi sono diversi: innanzitutto è il modo migliore per separare completamente il tuorlo dall’albume senza sprechi. Inoltre è porzionabile (ho cominciato con 1/4, poi 1/2 ecc.) e ha un sapore più neutro che quindi difficilmente il bambino rifiuterà. Terza motivazione fondamentale: l’uovo sodo è ben cotto. Se quindi avete uova non proprio freschissime o comunque volete essere sicuri, questo metodo di cottura vi permetterà di somministrare l’uovo serenamente. L’uovo alla coque infatti è considerabile quasi crudo, dato che cuoce solo 3 minuti, non sufficienti (lo dico perché mi sono documentata), per contrastare la salmonellosi (le uova potrebbero essere sane, ma anche no, quindi meglio non rischiare…).

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Come al solito, queste sono informazioni che dò da mamma, inesperta, a volte un po’ distratta e sicuramente molto ansiosa!!!

Passo e chiudo!

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